Girls serie tv

Girls – una serie tv audacemente “imperfetta”

Il 13 gennaio 2013 la serie tv Girls, tra degne avversarie, porta a casa due Golden Globe di cui una come migliore serie nella categoria commedia o musicale. Chapeau.

Ovviamente la relazione tra statuetta e “serie tv degna di nota” non è per nulla lineare. Ci sono serie tv bellissime che non hanno beccato neanche l’ombra di una nomination, ci sono serie tv che hanno vinto ma che sinceramente non meritavano neppure l’ologramma della statuetta in questione e ci sono serie tv che hanno vinto e che se lo meritavano.

Ecco, la serie tv Girls appartiene all’ultima categoria. Ad essere sinceri, se fosse stato per me, le avrei dato tanti Golden Globe quanti sono gli interpreti principali e non (in realtà di premi vari ed eventuali il cast di Girls ne ha vinti diversi).

Di cosa (o meglio di chi) parla la serie tv Girls?

Girls è un comedy drama che narra le vicende tragicomiche di quattro amiche poco più che ventenni (Hannah, la protagonista, Marnie, Jessa e Shoshanna) che vivono a New York.

Questa è l’estrema sintesi della trama di Girls e, a leggerla così, si potrebbe facilmente opinare che non c’è nulla di più banale (una sorta di Sex and The City dei giorni nostri). Vero, la storyline non è un granché ma io obietterei, in maniera molto democratica, “chi se ne frega della trama se tutto il resto è fantastico?” .

Mi riferisco ai dialoghi, alla fotografia e a come questi aspetti siano utilizzati in maniera consapevole, esagerata e sfrontata per delineare i caratteri e le personalità dei personaggi di Girls (anche quelli che, a prima vista, hanno un ruolo marginale).

Perché poi questo è il punto: si può raccontare la banalità più banale al mondo ma se questo viene fatto in modo personale, intimo e per nulla scontato, la questione della trama diventa assolutamente marginale.

Così facendo, Girls tira fuori dal cilindro, con estrema naturalezza, dei personaggi eclettici, stravaganti, a tratti sociopatici o psicopatici, personaggi sfrontati e spudorati o, al contrario rigidi e riservati, oppure semplicemente e palesemente egoisti, superficiali e immaturi. Aspetti, questi, che appartengono all’essere umano ma che, spesso e volentieri nella vita reale, vengono celati dietro le buone maniere, la moralità, o semplicemente dietro una maschera ben costruita per salvare le apparenze.

Ecco, dunque, chi incontrerete in Girls: tante persone (e non sto qui a elencarle tutte) che con il Carnevale hanno poco a che fare. Persone sincere, grezze, realistiche nella loro eccentricità.

Chi è l’ideatrice della serie tv Girls?

Lena Dunham
Lena Dunham

Innanzitutto c’è da dire che la creatrice nonché produttrice esecutiva nonché protagonista della serie tv Girls è Lena Dunham. Ora, io lo dico apertamente che per me Girls è una serie ingiustamente sottovalutata e che, se mi chiedessero “quale ideatore/ideatrice di serie tv sceglieresti di incontrare se potessi farlo?”, io risponderei, senza esitare: “Lena Dunham”.

Perché? Perché è una donna che ha saputo raccontare in maniera audace, irriverente e non convenzionale esperienze, pensieri e sentimenti che hanno a che fare, nolente o volente, con l’umanità.

E non mi interessano tutte le polemiche che le gravitano intorno: io mi riferisco al fatto di come sia riuscita a parlare delle difficoltà relazionali, psichiche, sentimentali con cui inevitabilmente nella vita si ha a che fare, con humor, ironia ma anche con una certa intimità.

Perché Girls è una serie tv audacemente “imperfetta”?

In Girls, Lena porta in scena Hannah Helene Horvath, una giovane donna alle prese con il suo desiderio di voler scrivere e paradossalmente di non volerlo fare. E accade spesso questo, tra le altre cose, durante le stagioni di Girls: proprio quando Hannah trova il modo di potersi affermare come scrittrice lei ci prova ma poi si tira indietro. “Immaturità”, potrebbero definirla in molti. Forse un po’, ma non del tutto.

Lena con Hannah fa vedere questo: il desiderio con cui le persone hanno a che fare non é sempre facilmente raggiungibile. A volte si inciampa e a volte si continua ad inciampare sempre nello stesso modo e sempre sullo stesso maledetto gradino.


In una società in cui gli esseri umani sono diventati automi senza difetti, in cui occorre essere sempre perfetti e impeccabili e in cui con le giuste skills si può raggiungere la vetta, Lena/Hannah, con tanta simpatia, manda tutto ciò a quel paese.
Ma Girls, non si ferma a questo e porta in scena tante altre “imperfezioni” in modo originale e provocatorio: un disturbo mentale (quello ossessivo compulsivo di cui Lena soffre anche nella realtà), dei corpi nudi esteticamente non conformi ai cosiddetti canoni di bellezza, la non esatta corrispondenza (anche per le donne) tra sesso e amore, l’essere donna e/o madre con mille difficoltà e non come ci si aspetterebbe solo perché si appartiene al genere femminile.

Girls: una serie tv adatta a tutti?

Ormai lo avete capito. Con Girls non troverete sul piccolo schermo scene retoriche e politically correct (un po’ come accade con Shameless, con le dovute differenze ovviamente) e questo è indubbiamente un motivo per cui potrebbe non essere adatta propriamente a tutti.

Ma se amate i dettagli, l’ironia, la comicità non scontata, l’affrontare tematiche importanti con una nota di sarcasmo e leggerezza (perchè nella vita di pesantezza ce n’è già troppa), allora vi tocca guardarla (sempre se non l’avete già fatto).

E vi assicuro che alla fine vi costerà una gran fatica premere il famoso tasto play per vedere l’ultimo episodio.

Perché in fondo Hannah, con il suo fare controverso, ha sbattuto sullo schermo tutte le sue “imperfezioni” che, episodio dopo episodio, sono diventate praticamente perfette.

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