Mr. Robot

Mr. Robot – la storyline oltre il dualismo Elliot/Mr. Robot

Nell’articolo precedente (Elliot Alderson – chi è il protagonista di Mr. Robot, che vi consiglio di leggere come prequel), presa dalla doppia personalità di Elliot, dalle sue lotte interne, dalle sue soluzioni geniali ma spesso non funzionali, ho tralasciato l’approfondimento della storyline della serie.

Occorre subito ricentrare l’obiettivo e affrontare un altro aspetto fondamentale di Mr. Robot: la trama (traduzione che fa meno scena del termine storyline, ma il punto è quello 😂). Lo faremo passando attraverso alcuni personaggi fondamentali della serie: Tyrell, Angela e Darlene.

Tyrell e la fsociety

La fsociety, di cui Elliot/Mr. Robot ne è un adepto/leader, con il nobile fine di liberare il mondo dalla schiavitù delle multinazionali, pianifica un attentato ai danni della E-Corp (Evil Corp per i nemici) e della Steel Mountain (una compagnia enorme che offre servizi di sicurezza informatica per le più grandi e influenti multinazionali del mondo, compreso la E-Corp).

La notte del 9 maggio Mr. Robot e Tyrell Wellick (Martin Wallström) un ex ambizioso dipendente dell’azienda, tra incomprensioni e buchi di memoria, rendono operativo il piano provocando perdite economiche catastrofiche: le banche di tutto il mondo non hanno più liquidità per cui i bancomat e le carte di credito possono essere tranquillamente cestinati. Mentre sul pianeta terra regna il disordine più totale e i “grandi governatori” si incontrano per capire come arginare il problema, migliaia di manifestanti sfilano per le strade indossando la maschera simbolo della fsociety, inneggiando contro banche e multinazionali.

A questo punto uno potrebbe dire: “ok, il piano è riuscito, bravo Mr. Robot, è stato un piacere conoscerti, carina la storyline”. Calma. In realtà Mr. Robot aveva già pianificato con la Dark Army, sua partner nella fase 1, una fase 2 che consiste nel far esplodere l’edificio della E-Corp dove stanno sopraggiungendo tutti i documenti cartacei del database precedentemente hackerato. Peccato che Elliot e la fsociety di questo non sappiano nulla così Elliot, che con Mr. Robot ha una controversia in corso, inizia a cancellare il malware creato per completare la fase 2 e questo costringe Tyrell a fare una cosa che non avrebbe mai voluto.

Angela a’ pazz’

All’inizio lei (parlo di Angela Moss, interpretata da Portia Doubleday) è così carina, dolce, delicata. Addirittura sembra una persona seria, dedita a custodire e preservare il bene che prova per Elliot. Poi impazzisce.

White Rose (leader della Dark Army e ossessionata dal tempo) le fa il lavaggio del cervello, diventa sua alleata e, di conseguenza, si coalizza con Mr. Robot a discapito di Elliot. Angela scopre che Elliot (il quale si è nel frattempo fatto assumere dalla E-Corp con l’obiettivo di mettere i bastoni tra le ruote alla Dark Army e, dunque, anche a se stesso) ha dirottato le spedizioni della E-Corp in tutti gli Stati Uniti, anziché farle convergere verso il deposito centrale.

Questo deterrente in realtà non basta, così Elliot, reduce da quattro giorni di cui non ha nessun tipo di ricordo, decide di recarsi lui stesso al deposito per evitare l’esplosione.

Sembra una cosa abbastanza facile per un hacker in gamba come lui ma se dieci minuti comanda lui e dieci minuti Mr. Robot diventa un’impresa titanica. Alla fine, comunque, i due trovano un accordo e il disastro è scongiurato.

Un po’ turbato perché non riesce a capire se il merito è il suo o di Mr. Robot, Elliot tira un sospiro di sollievo ma è stato davvero solo il tempo di un sospiro perché scopre immediatamente che la Dark Army, prevedendo il suo auto-sabotaggio, ha provocato un attacco terroristico di immani dimensioni: ben 71 depositi della E-Corp sono esplosi causando migliaia di vittime.

Questo segna la trasformazione totale di Angela in una folle clochard (perché è stato suo lo zampino che ha reso possibile una tragedia del genere).

Darlene

Darlene Alderson (Carly Chaikin) è la sorella di Elliot e la sua ancora di salvezza. Lei è la persona che gli permette di restare agganciato al mondo e non cadere giù, nel buio più profondo.

C’è un episodio a cui Elliot fa spesso riferimento e che, però, ha anche un “non so che” di enigmatico: è piccolo e si trovava nella sua camera da letto quando arriva il padre e lo butta giù dalla finestra. Darlene gli confessa che, in realtà, non è stato il padre bensì lui stesso a compiere il gesto (il motivo per cui l’ha fatto verrà fuori durante una seduta di psicoterapia non proprio ordinaria che dovrebbe essere un avvertimento per gli aspiranti analisti: mai anticipare, neanche sotto tortura, le intuizioni del paziente).

Elliot capisce che Mr. Robot non è una sua recente conoscenza ma il fatto che la mediatrice tra lui e questa dura scoperta sia stata Darlene rende la cosa leggermente più accettabile, sebbene a Mr. Robot, subito dopo, gliene dirà quattro. Ed è sempre con Darlene che Elliot pianifica e porta a termine un attacco al Deus Group, un gruppo di investimento formato dagli uomini più ricchi e potenti del pianeta fondato da Zhi Zang (alias White Rose) e la conseguente ridistribuzione alla popolazione dei soldi accumulati dai membri.

Ciao, Elliot!

Nella storyline di Mr Robot, nulla è scontato e l’ideatore della serie, Sam Esmail, per gli amici Sam, anche nell’ultima stagione, ha continuato ad usare la tattica del depistaggio, sbattendoci in faccia un finale degno di nota (il che ha fatto schizzare Mr. Robot immediatamente nella mia top ten delle serie tv più belle di sempre).

Ad un certo punto, nelle due puntate precedenti il finale, c’è stato un ennesimo colpo di scena anche se un po’ troppo ovvio. Io, che ormai avevo imparato a conoscere Sam attraverso le stagioni precedenti, mi sono detta “mmm…questa cosa mi puzza…”.

Non potete capire quante ne ha dette l’affiancatore, eppure non potevo non ascoltare la mia sensazione… E in effetti c’avevo preso e la visione della puntata finale è stata, come mi aspettavo, un momento molto emozionante: ho pianto, come una fontana.

Non vi dirò il motivo, non vi rovinerei mai il gusto di vivere un finale bellissimo a tutti i livelli (contenuti, fotografia, sceneggiatura…tutto!).

Ciao, Elliot!

P.S. l’ultima stagione, oltretutto, è la stagione dei monologhi: vi prego, prestate attenzione ai lunghi flussi di coscienza dei personaggi…sono davvero catalizzanti!

1 commento su “Mr. Robot – la storyline oltre il dualismo Elliot/Mr. Robot”

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