Orphan Black

Orphan Black – ecco perché non ha convinto del tutto

Orphan Black è una serie fantascientifica ideata da Graeme Manson e John Fawcett. Andata in onda per la prima volta nel 2013 su Space Canada e BBC America, la serie tv Orphan Black consta di 50 episodi, suddivisi equamente in 5 stagioni.

Ripercorriamo insieme alcuni aspetti salienti di questa serie tv (ovviamente non in maniera approfondita per evitare spoiler consistenti) per snocciolare, infine, i motivi per cui Orphan Black non ha convinto del tutto.

L’episodio pilota di Orphan Black

Una giovane detective della polizia, Beth Childs, lascia i suoi effetti personali su un binario di una metropolitana e si getta sotto un treno in transito. Sarah Manning, una disperata delinquentuccia praticamente identica a Beth, assiste alla scena.

Il tragico evento, però, non la paralizza bensì la spinge all’azione: ruba la borsa di Beth e scopre che è una donna piuttosto agiata. Sarah, a questo punto decide che, anzichè continuare a fare un lavoro non molto remunerativo, è il momento di provare un colpo grosso: assumere l’identità di Beth e ripulire il suo conto bancario.

Ovviamente ciò presuppone che qualcuno riconosca la donna deceduta come Sarah Menning. E chi potrebbe mai farlo se non il fratello adottivo e migliore amico di Sarah, Felix Dawkins (interpretato dal bravissimo Jordan Gavaris)? Le cose procedono esattamente così e Sarah diventa ufficialmente Beth.

L’evoluzione della storia

Se dunque le cose iniziano così, come procede la story line di Orphan Black con il trascorrere delle stagioni?

Sarah si rende conto, attraverso Beth, che non può definirsi una persona unica al mondo: lei è un clone e ha molte sorelle-cloni diffuse nel mondo. Tutte loro fanno parte di una sperimentazione illegale sulla clonazione umana e, proprio per la non eticità dell’esperimento, qualcuno vuole farle fuori. Insieme a Felix e a due sorelle-cloni, Alison Hendrix e Cosima Niehaus, Sarah scopre che la paternità di questa sperimentazione sulla clonazione è di un movimento scientifico chiamato Neoluzione.

Per il movimento neoluzionista gli esseri umani, in quanto esseri superiori, possono usare la conoscenza scientifica per far evolvere ancora di più la specie. Il Dyad Institute, una ricca società di biotecnologie, appoggia il neoluzionismo e ne funge da copertura grazie anche all’aiuto del clone Rachel Duncan.

A complicare la questione fanno capolino i proletani, un gruppo di fanatici religiosi. Essi, utilizzando anche e paradossalmente il clone Helena, cercano di uccidere tutti i cloni perchè convinti del fatto che essi rappresentino un abominio per l’umanità.

Perché Orphan Black non ha convinto del tutto?

Orphan Black è una serie tv amata da molti, ma non da tutti. A mio modesto e sempre soggettivissimo parere, Orphan Black è come un regalo dalla scatola bellissima ma dal contenuto un po’ deludente.

Andando dritti dritti al sodo, ecco i motivi per cui Orphan Black non ha convinto fino in fondo.

1. Il troppo stroppia

Tatiana Maslany - Orphan Black
Tatiana Maslany, protagonista di Orphan Black

Tatiana Maslany è stata l’attrice che ha incarnato le sembianze delle innumerevoli sorelle-cloni. Interpretare un ruolo è un po’ come indossare un vestito: ce ne sono alcuni che ti calzano a pennello, altri che ti stringono un po’ sui fianchi e altri che proprio non ti stanno. Nell’interpretazione da parte di Tatiana Maslany di alcuni personaggi, si percepiva una certa forzatura. Come se alcuni dei suddetti vestiti le avessero tolto un po’ il respiro.

2. Tanta trama e pochi dettagli

Sono i dettagli che rendono bella una storia, c’è poco da fare. In Orphan Black, ahimè, i personaggi non sono ben sviluppati e dei dettagli non si vede neanche l’ombra. Tantissimi cloni, trama abbastanza articolata ma non si scende mai in profondità, si rimane sempre su un piano superficiale e, a tratti, semplicemente descrittivo del susseguirsi degli eventi.

3. Nessuna attrazione fatale

Conseguenza forse degli aspetti appena affrontati, Orphan Black risulta essere poco avvincente. Questa serie tv non crea quell’attrazione fatale per cui fatichi a non pensare “cavolo, cosa succederà ora?”. Non rapisce del tutto. Non crea suspense. Qualche colpo di scena c’é, ma nessuno degno di nota. Nessun “wow, non c’avevo pensato”. Nessun “questa me la lego al dito, perché l’ideatore m’ha fregato”.

Per concludere, se dovessi immaginare Orphan Black come un essere umano, lo immaginerei come un bambino timido, introverso e con poca stima di se stesso, che al colloquio con le maestre si sente dire costantemente “bravo, ma da te mi aspetto di più, non ti impegni abbastanza”. Un peccato, perché gli elementi per diventare il primo della classe c’erano tutti!


Se, oltre al genere fantascientifico, amate il fantasy e volete leggere qualche suggerimento su 3 serie da non perdere date un’occhiata a questo link.

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