Shameless

Shameless – la serie nuda e cruda

Traduciamo il titolo in italiano: Shameless = senza vergogna. Io che con la vergogna ci convivo quotidianamente e il nostro rapporto non è proprio idilliaco, non potevo non essere attratta da una serie tv con un titolo del genere. Ho pensato “pensa che bello vivere anche solo per un giorno (facciamo per una settimana va, per 24 ore non ne vale la pena) senza quella sensazione di profondo turbamento che mi assale ogni qual volta agisco o parlo e ritengo che le mie azioni o parole siano inadeguate (cioè la maggior parte delle volte)”. E Shameless mi ha permesso di fare un bel tuffo nella vita “senza vergogna” di un’intera famiglia. Un’anteprima davvero cruda e senza fronzoli.

I Gallagher

Nel South Side di Chicago vive una famiglia altamente disfunzionale: i Gallagher. Partiamo dal presupposto che le famiglie del mulino bianco non esistono e ogni famiglia ha almeno un problemuccio. Poi, uno può nasconderlo, mascherarlo, evitarlo, differirlo, queste sono scelte, ma di base c’è. Ecco, i Gallagher, su questo, sono sinceri, mostrano il loro squilibrio molto bene, senza nascondersi dietro un dito. Chapeau per il produttore della serie Shameless, John Wells, che ha saputo, tramite questo remake americano della serie britannica di Paul Abbot, dare voce, anzi urlare a tutti di non far finta di non vedere ciò che “non è normale”.

La coppia genitoriale

Frank e Monica sono i due tipi che hanno dato origine alla progenie Gallagher con il loro amore malato ma rinnovato dall’uso di alcool e droga.

Frank

Meravigliosamente interpretato da William H. Macy, Frank è un uomo subdolo, a cui non piace lavorare e vive cercando di fregare il sistema destreggiandosi tra parassitismo e assistenzialismo. Non ha mai sviluppato un istinto paterno e dei figli gli interessa solo nella misura in cui possano procurargli un tornaconto economico. Le uniche due cose per cui darebbe la vita sono l’alcool e la droga.

Monica

Un po’ di istinto materno Monica ce l’ha e, in effetti, nei momenti in cui viene assalita dai sensi di colpa, torna in famiglia. Sensi di colpa per che cosa? Mmm…Monica non è stata una di quelle madri da tenere in considerazione quale modello a cui riferirsi: oltre al disturbo bipolare e alla depressione, ha sviluppato una dipendenza dalla droga. Queste tre cose insieme non sono proprio sinonimo di persona con la testa sulle spalle.

I figli

Ma con queste premesse genitoriali e con un contesto sociale in cui pullula la criminalità e la povertà, come possono crescere i sei esseri umani della famiglia di Shameless firmati Gallagher?

Fiona

Fiona è la primogenita e, come tutti i primogeniti, si è beccata il peggio dei genitori. Se avesse avuto dei genitori più o meno “normali” avrebbe avuto qualche piccolo trauma da superare come tutti, ma con due genitori come Frank e Monica è venuta su fin troppo bene. Lei è l’unica ad occuparsi della famiglia e della casa in cui vivono barcamenandosi tra diversi lavori eppure, nonostante tutti i suoi sforzi, la vita non gliene ha mai fatta passare una. Quando si dice “piove sempre sul bagnato”, ecco in questo caso è azzeccatissimo.

Lip

E’ il tipico ragazzo che, se solo fosse nato in un altro luogo, sarebbe diventato un’eccellenza. In effetti, Lip è molto intelligente eppure il suo passato pesa su di lui come un macigno costringendolo a fare abuso di alcool, motivo per cui viene anche espulso dall’università. Ma la sua tenacia fa sì che vinca la battaglia contro l’alcolismo sebbene l’ombra della sua dipendenza sia sempre lì dietro di lui.

Ian

Ian è il terzogenito (in realtà non è il figlio legittimo di Frank ma di Gary Bennett) ed ha ereditato dalla madre non il suo carattere solare ma il suo disturbo bipolare. Bella rogna. Quando, però, impara a tenerlo sotto controllo tramite i farmaci, la sua vita procede leggermente meglio. Sottolineo che ho scritto leggermente. Ah, dimenticavo: lui è omosessuale e lotta, per un periodo, per i diritti LGBTQ utilizzando come riferimento la Bibbia (eh???). Per alcuni risvolti non conformi alla legge associati a questa ”vocazione” finisce in carcere, dove ritrova l’amore della sua vita: Ian.

Debbie

Debbi e è, inizialmente, la “papona” della famiglia: molto dolce e amorevole, tende spesso a proteggere e ad entrare nelle grazie del padre, per lo meno finché non si trasforma in una giovane donna. A questo punto, il velo dell’amore edipico per il genitore del sesso opposto cade e comincia a vedere Frank per quello che è: un grande egoista. Dopo aver avuto una figlia, diventa una saldatrice e, in un ambiente dominato dai maschi, lotta contro il maschilismo.

Carl

Carl è il penultimo ed è, nelle prime stagioni, un bambino, diciamo così, non facilmente gestibile. Iperattivo, oppositivo, violento, il suo futuro sembra non essere incline alla legalità. E invece, un incontro fortunato, gli permette di canalizzare tutta questa aggressività nella carriera militare.

Liam

Liam è il più piccolo della famiglia e l’unico ad essere afroamericano (e non si è capito ancora il motivo). Spesso sfruttato da Frank perché è il solo, data la giovane età, su cui può fare leva, diventa un ragazzino intelligente e sveglio, in grado di far tesoro di tutti i suoi ”saperi delinquenziali” ma senza mai sfociare nell’illegalità. Molto furbo! Ed è oltretutto ancora molto giovane!

Personaggi rivelazione: Veronica Fisher e Kevin Ball

Che coppia! Vicini dei Gallagher, gestiscono un bar/pub, l’Alibi, frequentato assiduamente da Frank e molto simile a quello di Boe dei Simpson (compresi i due tizi che stanno sempre al bancone). Kev è un omone dal cuore tenero ed un eterno sognatore, Veronica una donna bellissima, con i piedi per terra ma sempre pronta a realizzare i progetti squinternati del marito per fare soldi. Assolutamente ben assortiti!

Verso l’ultima stagione

A fine gennaio, tramite un post pubblicato su facebook dalla pagina Shameless on Showtime, è stata annunciata l’undicesima e ultima stagione. Undici stagioni per alcune persone, compreso l’affiancatore, sono troppe e, su questo punto, devo esprimere il mio assenso perchè, quando le serie tv si spingono troppo oltre con il numero di stagioni, il rischio “noia mortale” è dietro l’angolo. Vero. Ma l’idea della chiusura di Shameless, anche se giusta, un po’ mi dispiace: mi sono affezionata alla nudità e alla crudezza dei suoi contenuti che nessun’altra serie è riuscita a raccontare in maniera così diretta, aspra, dura, estrema ed esagerata.

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1 commento su “Shameless – la serie nuda e cruda”

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