This is us

This is us – un incontro che cambia il destino

This is us è una serie tv drammatica, (ideata da Dan Fogelman), che racconta la vita della famiglia Pearson attraverso una narrazione basata su tre momenti temporali: passato, presente e, a volte, futuro.

Per mesi ho visto passare sul piccolo schermo lo spot di This is us, ma non ero mai del tutto convinta di voler iniziare a seguirla. Forse avevo percepito che dietro quelle veloci immagini si celava il racconto di qualcosa di commovente ed emotivamente importante. Quando ho deciso di voler premere play, l’ho fatto con la consapevolezza che ci sarebbero state diverse occasioni in cui avrei frignato come una bambina. E, in effetti, la mia consapevolezza aveva ragione.

Jack e Rebecca Pearson

Jack e Rebecca Pearson
Jack e Rebecca Pearson

Questo è un dato di fatto: secondo Wikipedia, in media l’essere umano condivide il proprio compleanno con oltre 18 milioni di altri esseri umani. Non ci sono prove che la condivisione dello stesso compleanno crei qualche tipo di legame comportamentale tra queste persone. Se c’è…Wikipedia non l’ha ancora scoperto per noi“.

Questa scritta appare su una schermata nera all’inizio del primo episodio della prima stagione. In effetti, è il giorno del compleanno di Jack quando a Rebecca, in attesa di tre gemelli, si rompono le acque. Quella data, seppure semplicemente un numero, diventerà una catena i cui anelli saranno uniti da un vincolo, non solo di sangue, ma anche di affettività.

E’ il 1980 quando la coppia di giovani sposi, formata da Jack (Milo Ventimiglia) e Rebecca (Mandy Moore), si prepara ad accogliere i loro bambini. Quel giorno, qualcosa non va: un maschietto, col cordone ombelicale stretto al collo, non ce la fa a venire al mondo.

Quando Jack va a conoscere i suoi due piccolini, un poliziotto gli confessa di aver portato in quel momento in ospedale un neonato abbandonato nei pressi della caserma dei pompieri. Lì il destino ha lanciato alla giovane coppia un amo e, complice un colloquio con un medico anzianotto di cui vi parlerò tra un po’, i Pearson decidono di adottare il bimbo afroamericano, nato lo stesso giorno dei due gemelli. Rebecca e Jack tornano, così, a casa con tre bambini.

I 3 fratelli

Dopo 36 anni i tre fratelli sono ormai adulti e ognuno di loro ha una propria esistenza.

Kevin

Kevin Pearson
Kevin Pearson

Kevin (Justin Hartley) è un attraente attore televisivo, alla ricerca del perché la sua vita ad un certo punto abbia preso un risvolto che lui non avrebbe voluto (scritturato per “Il Tato”, una sitcom, diventa famoso più che per la sua bravura nel campo della recitazione quanto per il fisico scolpito che è costretto a mostrare).

Kate

Kate Pearson
Kate Pearson

Kate (Chrissy Metz), confidandosi con Kevin, gli dice “l’ho mangiata la vita dei miei sogni”. Ironizza, così, su una questione centrale per lei: il corpo. In aperto contrasto con il suo peso corporeo, Kate lotta con se stessa per potersi riconoscere in un’immagine che non le appartiene.

Randal

Randal Pearson
Randal Pearson

Infine c’è Randal (Steling K. Brown), il fratello adottivo, uomo di successo, marito e padre di famiglia. Nutre un amore profondo per i suoi genitori ma evidenzia anche la necessità di conoscere il padre naturale e la verità in merito al suo abbandono e alla sua successiva adozione.

I cinque protagonisti raccontano, episodio dopo episodio, stagione dopo stagione (siamo arrivati alla quarta ma la NBC ne assicura sei), gli aspetti più importanti della loro presenza nel mondo, con un preciso richiamo rispetto a come il passato segni irrimediabilmente il presente e, di conseguenza, il futuro.

Personaggio rivelazione: dott. Nathan Katowsky

Dott. Nathan Katowsky
Dott. Nathan Katowsky

Ci sono incontri nella vita che segnano una svolta e cambiano irrimediabilmente il susseguirsi degli eventi futuri. Al momento della nascita il dott. Nathan Katowsky (Gerald McRaney) si trovava in ospedale per sostituire il medico che aveva seguito la gravidanza di Rebecca. Era un “perfetto sconosciuto” ed è lui stesso che si definisce così. Eppure chiede loro di fidarsi e quando, per complicazioni uno dei tre gemelli muore, lui si siede accanto a Jack e, per consolarlo, gli dice:

Ti va se provo a dirti qualcosa di personale?
Ho perso mia moglie lo scorso anno, ecco perchè lavoro così tanto alla mia età, provo a passare il tempo. Siamo stati sposati per 53 anni, 5 figli, 11 nipoti, ma abbiamo perso il nostro primo figlio durante il parto ed è la ragione per cui faccio questo lavoro. Ho passato 50 anni a far nascere bambini, più bambini di quanti riesca a contare, ma non ho vissuto neanche un singolo giorno senza pensare al figlio che ho perso. E sono un uomo vecchio ormai.
Adoro pensare che per via del figlio che non ho mai abbracciato, per via della strada su cui lui mi ha condotto, io ho salvato un numero infinito di bambini. Adoro pensare che magari, un giorno, tu sarai un vecchio come me e aiuterai un uomo più giovane tentando di spiegargli come tu abbia colto il limone più aspro che la vita possa offrirti e ne abbia fatto qualcosa di simile a una limonata. Se riesci a fare questo porterai comunque a casa tre bambini da questo ospedale, solo non come avevi pianificato”.

Dr. K.

E’ una delle scene più belle di This is us, la mia preferita. Una persona, delle parole e una frase in particolare (quella del limone che negli anni Jack userà spesso quando parlerà con i figli), stravolgono positivamente la vita di una famiglia.

Non è solo tv, ma realtà, è quello che avviene nella vita quotidiana anche se, spesso e volentieri, neanche ci facciamo caso.

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